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Si
pùo sempre ricominciare...lo dice Babbo
Natale - tratto
da una storia "vera" -
Eccomi qui in questo localino piccolo e caldo,
tra colorati addobbi e musica soffusa, un profumo
acuto di bosco e di agrumi mi solletica il naso.
Vedo l’allegria brillare negli occhi di
tutti gli invitati a questa intima festa di Natale.
Io saluto tutti agitando la mano e, inchinandomi,
sorrido.
Il carillon, a lato, diffonde il suo repertorio
di melodie natalizie che contribuiscono a creare
una suggestiva e gioiosa atmosfera.
Per me questo Natale è particolarmente
speciale, perchè da inizio a un nuovo capitolo
della mia vita che pensavo ormai finita per sempre.
Per molti Natali ero stato ammirato protagonista
di una delle vetrine più belle di un centro
commerciale molto frequentato.
Per giorni e giorni e fantastiche notti, nel periodo
delle festività più suggestive dell’anno,
continuavo a salutare allegramente bambini e adulti
che si fermavano a guardarmi in movimento al suono
delle melodie del carillon mentre il tic-tac dell’orologio
che completava l’insieme, scandiva le ore
che mancavano alla magica mezzanotte di ogni 25
dicembre.
Leggevo lo stupore negli occhi dei più
piccoli, mentre mi esprimevano i loro desideri,
raccontandomi anche dei loro progetti sia nei
doveri di scuola che in quelli familiari.
Molti di loro lasciavano ai miei piedi le letterine
con le richieste dei regali meritati o no, raggiungendomi
furtivi, dal retro della vetrina.
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Ero
un Babbo Natale molto felice nonostante fossi
di legno. Così per vari anni.
Poi anche per me arrivò un momento difficile.
Non so se a causa mia o del gusto mutevole di
qualche vetrinista alla moda , fatto sta che con
il carrillon e l’orologio ero finito in
una discarica in mezzo alla polvere e a rottami
d’ogni genere.
Ben presto divenni irriconoscibile, coperto di
sporcizia e di oggetti i più svariati che
mi toglievano l’aria e mi impedivano di
vedere che cosa stesse succedendo intorno a me.
Rimasi così per un tempo interminabile,
almeno a me è sembrato tale. Non riuscivo
più a contare i giorni che passavano non
potendo vedere nè luce nè buio,
Mi mancava tutta quella dolce atmosfera che era
stata la mia vita. Non sentivo più il tepore
del sole che mi accarezzava durante il giorno
attraverso il vetro, nè il saluto argentato
della luna nelle notti vellutate trapuntate di
stelle. Non vedevo più i leggeri fiocchi
di neve che si ammucchiavano, curiosi, ai lati
della vetrina e coprivano con una soffice coperta
gli alberi del viale, nè i ricami di brina
che gnomi e folletti con i loro incantesimi, preparavano
per abbellire il paesaggio, nelle notti di gelo.
La malinconia mi aveva assalito e mi stavo lasciando
andare giorno dopo giorno.
Non so quanto tempo ho passato in quella condizione,
finchè un giorno inaspettatamente, mi sono
ritrovato in viaggio sul sedile posteriore di
una piccola utilitaria, e da lì, per me,
le cose sono cambiate come per magìa.
Un volto sorridente ha cominciato a ripulirmi,
rigirarmi da ogni lato, incollando, verniciando,
lucidando, ha riportato me, l’orologio e
il carillon allo stato originale. Ed eccomi, ora
qui con la mia tutina rosso-brillante e la mia
folta barba di nuovo candida. A lato il tic-tac
dell’orologio testimonia la sua ritrovata
efficienza e il carillon riprovando le sue melodie
che si diffondono all’intorno dolcemente
come un tempo concilia il sonno del Bambino adagiato
nella mangiatoia dell’artistico Presepe
che posso ammirare, protetto dall’albero
splendente di luci vicino all’entrata del
locale e proprio di fronte a me.
Tutto riprende come ai vecchi tempi anzi ancora
meglio, perchè sento di godere di ogni
momento di questa nuova vita e di apprezzare ogni
cosa che mi circonda con un entusiasmo sempre
crescente.
E tu, mio caro e nuovo amico, se vuoi assicurarti
che dico il vero, puoi trovarmi visitando, durante
le feste natalizie, il sito www.marliviana.it
Ti saluterò molto volentieri.
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