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Nei
suoi libri parla di fate e di ma
gìa.
Vive in un posto fatato, là dove il Rasego
abbraccia i verdi alberi e dove talvolta la bella Tau, ninfa dagli
occhi di lapislazzulo, emerge dalle acque per rischiarare la sua pelle
di luna.
Siamo a Basalghelle, paese antico di leggende celtiche, di folletti
e boschi.
I suoi sono libri di fiabe, scritti per i nipotini, pensando ai bimbi
di tutto il mondo, adatti, però, ai cuori bambini di tutte
le età; perché hanno il sapore delle cose belle e perdute,
il profumo del pane fatto in casa e delle margherite di campo, sensazioni
dimenticate dalla nostra civiltà frenetica e impazzita.
“Il Portamagìe”
é il suo primo libro seguito da “Annaly
e il suo fantastico mondo” Il terzo, più recente
“Frammenti di tenerezza”.
Opere significative alle quali vanno aggiunti innumerevoli racconti,
premiati e segnalati in vari concorsi.
Basalghelle é terra di scrittori. Nel passato troviamo Vittoria
Aganoor, la magnifica poetessa ottocentesca che ha lasciato liriche
mai eguagliate.
In epoca più recente c’é la figura di Nerio De
Carlo, che nei suoi racconti narra l’amore dell’emigrante
per il paese che ha dovuto lasciare.
Ora c’é Marliviana
Schilirò che con parole semplici, con tocco leggero, parla
di valori, parla d’amore, leggenda eterna della vita. (Da
Le pagine fiabesche “Marliviana Schilirò da Basalghelle
ai libri per l’infanzia” L’Azione domenica 1 giugno
1997 e “Basalghelle terra di poetesse” Il gazzettino 11
giugno 1997 a cura di Annalisa Fregonese) |
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